Masolino D’Amico, La Stampa, 27/03/1997, 27 marzo 1997
Nel 1658, un anonimo di Londra tradusse uno dei Ragionamenti di Pietro l’Aretino, dialogo tra Nanna e l’Antonia sulla vita delle cortigiane e sugli stratagemmi per spillar soldi agli uomini (ora ripubblicato da Liguori col titolo La puttana rifinita, accanto al testo inglese c’è una versione in italiano moderno e in appendice quella dell’Aretino)
Nel 1658, un anonimo di Londra tradusse uno dei Ragionamenti di Pietro l’Aretino, dialogo tra Nanna e l’Antonia sulla vita delle cortigiane e sugli stratagemmi per spillar soldi agli uomini (ora ripubblicato da Liguori col titolo La puttana rifinita, accanto al testo inglese c’è una versione in italiano moderno e in appendice quella dell’Aretino). Un brano del racconto di Nanna all’amica: «E mettendomi le mani su la arpa (che pure era molto bene accordata), storcendomi mostrava di consentirlo malvolentiere[...] Pure mi lasciai toccare fino allo organo, ma volendo egli mettere il fuso nella cavicchia, non volsi mai... poi ripregandomi faceva sì che mi recava a suo modo: ma volendomi mettere la pala nel forno, lo refiutava di nuovo». Naturalmente in inglese il dialogo perde molto, oltretutto il traduttore scambia a un certo punto ”spuntare” per ”sputare”. Risultato: la sua Nanna, per sedurre un tale, «sputa dalla finestra».