Gabriele Romagnoli, La Stampa, 28/03/1998, 28 marzo 1998
La povera Carmen Valentin, residente a Harlem, in una casa triste, disoccupata, con una vita desolante in cui il quattordicenne ha rappresentato una parentesi di (probabilmente reciproca) felicità, è stata condotta al cellulare in manette davanti alle telecamere e a una folla predisposta al linciaggio della corruttrice di minorenni
La povera Carmen Valentin, residente a Harlem, in una casa triste, disoccupata, con una vita desolante in cui il quattordicenne ha rappresentato una parentesi di (probabilmente reciproca) felicità, è stata condotta al cellulare in manette davanti alle telecamere e a una folla predisposta al linciaggio della corruttrice di minorenni. Dawn Marie Eaves è stata strappata alle braccia del suo sedicenne in mezzo alla strada e portata via come la peggiore delle delinquenti colte in flagrante. Mary Kay Le Tourneau, se fosse possibile, verrebbe mandata al rogo come una strega incantatrice. Ad arrestarle, condannarle, chiuderle in cella, giudici, poliziotti e guardie penitenziarie quarantenni che hanno il cuore in Alaska.