Sara Gandolfi, Corriere della Sera, 20/04/1998, 20 aprile 1998
Sport virile per eccellenza, ibrido feroce delle più tradizionali arti marziali d’Oriente e della ”nobile arte” della boxe occidentale, erede in Thailandia delle antiche tecniche di lotta a mani nude di cui l’Esercito reale resta custode ufficiale
Sport virile per eccellenza, ibrido feroce delle più tradizionali arti marziali d’Oriente e della ”nobile arte” della boxe occidentale, erede in Thailandia delle antiche tecniche di lotta a mani nude di cui l’Esercito reale resta custode ufficiale. Cultura militare, mascolinità? Gli occhi assassini di Parinya, a battaglia finita, si stendono in un sorriso d’angelo. Si avvicina all’avversario con passi felpati e stampa le labbra sulle sue guance insanguinate. Un bacio, «per farmi perdonare». E poi via, negli spogliatoi, a sistemarsi il trucco e riagganciare i pendenti ai lobi delle orecchie. Perché Parinya è un travestito, dichiarato, e la platea ululante, molti gay, lo ama soprattutto per questo. «Ho il corpo di un lottatore ma nel mio cuore sono donna», dichiara con un timido sorriso il campione sedicenne, le unghie laccate da smalto color carminio. Nessuno scandalo ln Thailandia, società aperta alla ”diversità”, patria di un amore libero che per miseria sfocia spesso in prostituzione di tutte le età e di tutti i sessi, ma anche Paese di grande tolleranza, in mezzo al moralismo dei vicini asiatici che ancora ghettizzano o puniscono l’omosessualità. Qui il popolo da tempo è abituato a vedere travestiti e gay discettare in Tv o marciare nelle parate militari. Ma Parinya è andato oltre. Giovanissimo è già un simbolo nazionale, celebrità più famosa per i suoi vestiti sgargianti che per le sue vittorie (20 match su 22, diciotto finiti al K.O). Agnello che sa trasformarsi in spietato leone. Un travestito che si è fatto strada a colpi di pugni e bacetti nell’unico sport che da queste parti, come il calcio in Sudamerica, offre ai poveri figli della provincia la chance di fare fortuna. Soltanto loro, d’altronde, hanno il coraggio e la disperazione per salire su un ring quasi senza regole.