Paolo Guzzanti, La Stampa, 06/05/1998, 6 maggio 1998
Per l’antica e la recente fama di truppa devota, ma alquanto lunatica e dalle non costanti tendenze, anche i moderni riformatori come Paolo VI vollero che la truppa elvetica fosse di notte consegnata in caserma, sotto chiave e sorveglianza, cosa che al vicecaporale Tornay (figlio di un panettiere e di una casalinga, divorziati) andò storta perché aveva una ragazza romana con cui poi ruppe malamente, ma che a febbraio tendeva ancora a trattenerlo fuori orario nella sua casa, mettendolo - fatte le debite proporzioni - nella condizione del giovane ufficiale di Senso finito al muro per diserzione
Per l’antica e la recente fama di truppa devota, ma alquanto lunatica e dalle non costanti tendenze, anche i moderni riformatori come Paolo VI vollero che la truppa elvetica fosse di notte consegnata in caserma, sotto chiave e sorveglianza, cosa che al vicecaporale Tornay (figlio di un panettiere e di una casalinga, divorziati) andò storta perché aveva una ragazza romana con cui poi ruppe malamente, ma che a febbraio tendeva ancora a trattenerlo fuori orario nella sua casa, mettendolo - fatte le debite proporzioni - nella condizione del giovane ufficiale di Senso finito al muro per diserzione.