Pino Corrias, La Stampa, 26/05/1998, 26 maggio 1998
Possibilissimo che tra meno di dieci giorni lei sarebbe tornata a casa, lì al piano rialzato del palazzo, con una torta e quindici candeline, per festeggiare gli anni che avrebbe compiuto al cospetto del suo fidanzato-padrone
Possibilissimo che tra meno di dieci giorni lei sarebbe tornata a casa, lì al piano rialzato del palazzo, con una torta e quindici candeline, per festeggiare gli anni che avrebbe compiuto al cospetto del suo fidanzato-padrone. Ma due mattine fa, lì al piano rialzato del palazzo, il mondo è andato in frantumi e con il mondo sono andati in frantumi la porta di entrata, le finestre che danno sul terrazzino. E il suo segreto. Tutto si è spalancato - con uomini armati che saltano dentro, grida, paura, velocità, manette - e infine tutto si è chiuso, sigillandosi sotto la cerniera delle sirene direzione Questura, con le agenzie che già battevano: «Arrestato superlatitante Pino Guastella, uomo d’onore, componente del ”gruppo di fuoco riservato” di Leoluca Bagarella». Ma aggiungendo una coda inaspettata: «Il killer è stato sorpreso con la sua convivente, una minorenne». Così è saltata fuori - tra i denti della cronaca di mafia - la storia morbida del boss e della minorenne, lei 14 anni, in camicia da notte, lui 44 con la schiuma da barba sulla faccia. Lei ancora mezza addormentata e tremante, lui impassibile. Lei che dice piangendo agli uomini che la stanno portando via: «Lo amo». Lui che dice: «Fatela vestire. Lei è con me».