Ennio Caretto, Corriere della Sera, 04/06/1998, 4 giugno 1998
Ma dall’altro lato, c’è chi sostiene che l’ultima cosa di cui la Nasa ha bisogno è il ”sesso cosmico”
Ma dall’altro lato, c’è chi sostiene che l’ultima cosa di cui la Nasa ha bisogno è il ”sesso cosmico”. Uno di questi è Norm Thagard, primo americano a volare sulla Mir. «Sarebbe una catastrofe se in una missione si creassero rivalità sessuali - ha ammonito-. Anche se ci fossero solo coppie, cosa che non sarebbe affatto facile, come si garantirebbe l’armonia coniugale? Nel cosmo, i motivi di tensione sono molti. Che cosa accadrebbe se una coppia si sciogliesse, o se si verificasse un tradimento?». Secondo il russo Musa Manarov, un altro veterano della Mir, rimasto nello spazio un anno e mezzo, nei ”mille giorni” la presenza di donne a bordo dovrebbe essere evitata a tutti i costi. «Sarebbe come tenere in casa un fucile carico» ha spiegato. «Senza di loro, la vita è peggiore ma sicura. Si è obbligati a concentrarsi sul lavoro». Il ”Sex group” non ha punti di riferimento. In quarant’anni, nessuno ha fatto l’amore nello spazio. L’unica volta che la Nasa mandò marito e moglie sullo stesso Shuttle, Mark Lee e Jean Davis nel ’92, si preoccupò che lei avesse il turno di giorno e lei quello di notte. E non si è mai registrato un caso di molestie: « il nostro codice d’onore - ha sottolineato Michael Foale, uno dei candidati alla missione Marte -. Le donne non si toccano». Il «Sex group» è costretto così a rifarsi ai diari dei grandi esploratori del passato, che trascorrevano molti mesi in condizioni monacali. Ma i marinai e i soldati, ha ammonito Holland, si rifacevano sulle donne indigene.