Natalia Aspesi, Il VenerdÏ di Repubblica, 26/06/1998, 26 giugno 1998
Tutto è cominciato alla fine di marzo, quando sono andata ad assistere ad una partita di pallavolo dove giocavano alcuni miei compagni di scuola
Tutto è cominciato alla fine di marzo, quando sono andata ad assistere ad una partita di pallavolo dove giocavano alcuni miei compagni di scuola. Il giorno dopo lasciai il mio ragazzo che aveva dimostrato di non volermi bene. Alla partita vidi il ragazzo più bello che avessi mai visto, così tramite un mio amico sono riuscita a fissare un appuntamento con questo bellissimo ragazzo, M.. L’unico problema era la differenza d’età, io 13 lui 16. Ci siamo messi insieme e io l’amavo sempre di più. Dopo una settimana mi ha lasciato per via della differenza d’età. Ho pensato a tutte le cause che potessero essere dietro a questa rottura, ma poi ho pensato che mi aveva detto la verità. Ho cercato di dimenticarlo, invano. Dopo un mese siamo usciti insieme e lui era molto affettuoso, però a un certo punto ci ha scoperti mia madre. Quest’ultima comunque ha creduto alla bugia che le ho raccontato. Cercando di uscire di nuovo con lui gli ho telefonato altre quattro volte. Un giorno è venuta una ragazza a dirmi che stava insieme a M. La ragazza, F., ha la mia stessa età. Ho cercato conferma presso M. che ha negato tutto. Poi ho saputo dal ragazzo che mi aveva combinato l’appuntamento, D., che M. aveva intenzione di mettersi insieme a lei. Così ho scritto a F. un biglietto nel quale dicevo di essere contenta per loro, visto che non lo potevo avere io, lo avesse una persona che gli volesse bene. F., che secondo me è una mente malata, l’ha considerata come una dichiarazione di guerra. Ho telefonato a M. e gli ho detto del biglietto, che dicesse alla sua ragazza F. che quello che c’era scritto era vero. Lui ha sostenuto che non stavano insieme e ha aggiunto: «A me di lei in questo senso non importa un cavolo». Del suo amico D. poi ha detto che non aveva capito niente. Oggi ho richiesto conferma presso D. che mi ha detto di nuovo che lei voleva mettersi insieme a lui. M. ha poi detto che avrebbe litigato con lei. Non so cosa fare perché il mio istinto darebbe ragione a M., ma la mia razionalità a D. Le amiche sono sconcertate (lettera di xx85 a Natalia Aspesi).