Viviana Kasam, Corriere della Sera, 11/07/1998, 11 luglio 1998
Le lettere d’amore dei presidenti degli Stati Uniti
Alla Biblioteca Nixon di Yorba Linda in California sono in mostra lettere d’amore che i Presidenti degli Stati Uniti hanno scritto alle loro mogli: «Mia dolce patatina la tua lettera mi ha fatto perdere la testa, o mio dolcissimo amore, prega perché io sia sempre degno di te» (Theodore Roosevelt); «Con l’autorità che mi compete ordino alla destinataria di questa lettera di dare al sottoscritto più baci e più ore di compagnia possibile dopo le sei di sera e di metterle sul mio conto bancario» (John Adams alla moglie Abigail nel 1762, due settimane prima di firmare la Dichiarazione d’Indipendenza); «Mia cara, non ti preoccupare per me, le poche donne che ho incontrato non sono nulla di fronte a te. E poi non avrei né il tempo né l’età per occuparmi di loro. Ti amo e ti amerò per sempre» (Dwight Eisenhower, in carica dal 1953 al 1960, cercando di mitigare le gelosie di Mamie); «Ti ho già chiesto più volte di sposarmi, o accetti oppure non se ne fa niente, vuole dire che non credi al mio amore» (Lyndon Johnson alla futura moglie Lady Bird).