Flavio Haver, Corriere della Sera, 31/07/1998, 31 luglio 1998
La voce della ragazza è incrinata dall’emozione. Ma anche dalla rabbia. Piange: «Non lo perdonerò mai per quello che ha fatto a me e ai miei fratelli
La voce della ragazza è incrinata dall’emozione. Ma anche dalla rabbia. Piange: «Non lo perdonerò mai per quello che ha fatto a me e ai miei fratelli. Mai. Non lo voglio vedere più. Non è più niente, è come un verme sotto i miei piedi...». Elena, quando è cominciato? « molto doloroso. Passare un’esperienza così... Non so se qualcuno riuscirà a immaginare cosa significhi». Quanti anni aveva? «Dodici. stata la prima volta. Poi, un continuo, tutti i giorni. Sempre le solite cose». Ha provato a ribellarsi? «Sì, sì parecchie volte. Ma lui mi diceva: ”Se non lo fai ti ammazzo”. Minacciava di uccidermi. E mi menava, mi dava tante botte...». Accadeva lo stesso anche con i suoi fratelli? «Sì, con tutti». E voi? «Eravamo terrorizzati. Chiunque ne parlava, prendeva botte. Ceffoni. E non si fermava nemmeno quando usciva il sangue dalla bocca».