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 1998  agosto 29 Sabato calendario

 una drammatica storia di solitudine, ma anche la storia di un grande amore, quella dei coniugi Ferrero

 una drammatica storia di solitudine, ma anche la storia di un grande amore, quella dei coniugi Ferrero. Un matrimonio durato 60 anni dal quale era nato un figlio, Giuliano, oggi ultrasessantenne e che, sposato, vive in via Isonzo. Ma con Giuliano da anni i rapporti si erano incrinati e non si frequentavano quasi più. E loro due, anziani, erano rimasti soli, dopo una vita di lavoro, in quel palazzone che si affaccia sul mercato. Lui ex operaio Fiat, lei ex impiegata Inps. Piemontesi di vecchio stampo, benestanti: l’alloggio, qualche terreno, un appartamento in affitto e un box con dentro la vecchia 112 bordeaux. «Ma nonostante due discrete pensioni - ricordano i vicini -, vivevano in modo modesto, risparmiando». Maria Termi, classe 1904, era ormai bloccata da una labirintite che le creava da tre anni gravi problemi di equilibrio. «Non voleva più uscire», ricorda Elisa Pedrale, 24 anni, infermiera che vive nel palazzo e che spesso seguiva la coppia di anziani. «Non camminava più, aveva una brutta bronchite e un principio di demenza senile. Alternava momenti di lucidità a forti smarrimenti. Ma Oreste, pur sofferente di cuore, era lucidissimo e l’accudiva in tutto. Si volevano davvero bene, ma non davano confidenza a nessuno. Chiusi, diffidenti. Vivevano barricati in casa, con finestre e tapparelle abbassate, forse per timore dei ladri.  stata proprio lei, l’infermiera, a dare l’allarme giovedì pomeriggio. «Erano le 15 e 30 - ricorda -. L’inquilina che vive di fronte a loro era appena rientrata dalle ferie, come me. Abbiamo chiamato il 113». Eppure c’era già stato un campanello d’allarme, quella notte di metà luglio, quando Oreste Ferrero fu soccorso in casa. «Venne il figlio, una persona mai vista - ricorda un’altra inquilina, Monica Davi-. Se ne andò poco dopo. Sollecitammo la guardia medica perché prendesse contatti con gli assistenti sociali. Quei due vecchietti avevano bisogno di una mano, qualcuno che li seguisse. Se così fosse stato, forse almeno la signora Maria sarebbe ancora viva. Ma nulla, da metà luglio, è cambiato».