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 1998  settembre 25 Venerdì calendario

Sono sempre stato intimidito dalle donne molto belle e non mi sono mai voluto mettere in competizione con altri corteggiatori

Sono sempre stato intimidito dalle donne molto belle e non mi sono mai voluto mettere in competizione con altri corteggiatori. Col tempo mi sono reso conto che in fondo le migliori sono proprio le cosiddette ”bruttine”. Una donna attraente tra tanti spasimanti ha provato il piacere di poter scegliere, di potersi far desiderare e attendere. Tu sei uno dei tanti, l’ultimo arrivato. Ti devi mettere in fila e aspettare il tuo turno e devi battere i concorrenti, superandoli in tutto. Se dici una frase galante devi essere particolarmente originale, se fai un regalo, deve essere speciale. La donna bella è abituata a ricevere, non a dare, e ciò la rende molto egocentrica e narcisista. Inoltre tutti gli ammiratori le sembrano inferiori al principe azzurro che la sua condizione di bellissima le dà diritto di pretendere. Questo discorso vale anche per l’uomo quando è un super fusto, perché in amore, come in economia, vale la legge della domanda e dell’offerta. Per sfuggire a questa dura legge occorre indirizzare le proprie attenzioni a chi è in disparte, poco richiesto. Ci sono donne che pur essendo discretamente dotate non sanno e non vogliono mettersi in mostra: pettinatura sbagliata, niente trucco, abbigliamento che non le valorizza, le fanno persone inosservate. Il più delle volte esse si rivelano tesori preziosi, non solo perché dietro l’apparente grigiore si nascondono spesso figure attraenti, ma ancor più perché hanno maturato una grande umanità e una inesauribile capacità di dare. Umiliate da tanta prolungata trascuratezza sono nelle condizioni psicologiche di accogliere le offerte d’amore con disponibilità e riconoscenza. Queste donne si rivelano sensibili, affettuose, generose: non sono perennemente concentrate su di sé, con loro non devi sentirti sempre sotto esame, puoi essere te stesso, vivere la serenità dell’amore potendo scoprire anche le tue debolezze. Dunque meglio le bruttine (lettera firmata - Sabbioneta - a Natalia Aspesi).