Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  ottobre 08 Giovedì calendario

Una volta, almeno una volta, Simeone Nardacci, di 8 anni, è stato un bambino come noi ci immaginiamo i bambini

Una volta, almeno una volta, Simeone Nardacci, di 8 anni, è stato un bambino come noi ci immaginiamo i bambini. La signora Maria, padrona del bar Centro di Ostia Antica, ricorda, improvvisamente ricorda: «Lo vidi in questa piazza. Era Carnevale. Lo teneva per mano il papà Franco. Dissi a Simeone: ”Ciao Zorro”. Aveva i baffi disegnati col pennarello, era contento che si capisse: lui era proprio Zorro! I vestiti erano rimediati in qualche modo. Faceva tenerezza. Disse: ”Papà, me lo compri un cornetto gelato?”. Franco Nardacci, ciondolando come al solito, rispose no, che non c’erano soldi. Mio figlio mi supplicò di nascosto: ”Dài, daglielo gratis”». Zorro – ricorda Maria – sorrise. Era l’inizio della primavera, poi sarebbe venuta l’estate più calda del secolo. Ma a Ostia e da molte parti sarà ricordata per il delitto di Simeone, l’uccisione di Zorro. E ora, dopo i presunti omicidi, è finito in galera anche il padre per una storia di violenza sessuale su minori: proprio su Simeone. Maria dice: «Franco un orco? Non ci credo, non ci crede nessuno qui». Ma questa è una storia dove uno non ci crede, non ci vuol credere.