Renato Farina, Il Giornale, 08/10/1998, 8 ottobre 1998
Partiamo dai dati acquisiti. Il maggiore dei carabinieri Francesco Ferace stringe gli occhi verdi e dice: «Simeone per mille o duemila lire in passato aveva detto di sì a lasciarsi fare quello che volevano i F
Partiamo dai dati acquisiti. Il maggiore dei carabinieri Francesco Ferace stringe gli occhi verdi e dice: «Simeone per mille o duemila lire in passato aveva detto di sì a lasciarsi fare quello che volevano i F. Quella volta si è opposto. Lo hanno bastonato. Uno lo teneva fermo a terra, l’altro infieriva. Poi gli hanno messo addosso delle tavole di legno. rimasto soffocato dal rigurgito. Abbiamo arrestato anche il padre Franco. Non per il delitto. Ma perché, secondo le denunce della figliastra, R. di 19 anni, violentava lei e palpeggiava malamente lui». Infine Simeone si è opposto! Da dove gli veniva questa forza? Questo è il mistero più grande di tutti. Quello del male e del dolore innocente incombono su di noi urlando da Adamo ed Eva. E si rinnovano freschi come sangue fresco ogni volta. Ma il mistero impensabile e pieno di luce, che ci fa piangere e però sperare persino in quest’essere umano che siamo noi, è che c’è qualcosa di incomprimibile, un anelito di libertà. Impossibile che non ci sia da qualche parte l’adempimento di quella promessa di giustizia che si manifesta nella rivolta pura di Simeone. Non siamo nati per essere schiavi. Qualcosa che viene prima dell’educazione – Simeone non l’ha avuta ”, una scintilla che nasce con noi e siamo noi. Possiamo dargli retta o no. I popoli si ribellano ai tiranni, i bambini agli orchi. la forza di Zorro. Ma hanno ucciso Zorro.