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 1998  ottobre 08 Giovedì calendario

 rimasta intatta, sotto un pinus domesticus. Ci sono dei fiori secchi per Simeone. rimasto un tavolaccio bianco con le scritte oscene

 rimasta intatta, sotto un pinus domesticus. Ci sono dei fiori secchi per Simeone. rimasto un tavolaccio bianco con le scritte oscene. Due cofani d’auto. Un cuscino di gommapiuma sforacchiato. Sposto due foglie e trovo un piccone arrugginito. Possibile che sia sfuggito agli investigatori? Che ci fa lì? Vladovich ricostruisce quella notte: «Mi chiama poco dopo mezzanotte un amico dei vigili del fuoco. Non si trova un pupo, dice. Corro». Arrivano le volanti. La sorella di Simeone, che si chiama C. e ha 13 anni, è scatenata, corre subito alla capanna. Ha con sé il fidanzatino e la mamma di lui. Sa che Simeone andava lì. Ci sono cani, torce elettriche. «Simeone non è qui», riferisce la ragazzina. Il mattino alle 11 invece un cane rinverrà il corpo sotto i tavolacci. Vladovich: «Non è strano? Già alle 11 un ragazzino mi dice: ”Simeone e Danilo andavano alla capanna a fare zozzerie”. La sera portano via Danilo. Si accusa. Lo accusa subito anche il fratello grande». Claudio torna a casa dalla mamma Bruna con la faccia gonfia, dice di aver preso un sacco di botte. Con Vladovich si confida, sdraiato sulla branda nell’isolotto sul Tevere, l’Isola dei cavalli. «C’era una capanna lercia. Vincenzo pescava anguille puzzolenti di nafta, e c’era la barca attaccata. Claudio dice: ”Mi fa male la testa, mi fa male la testa”. La madre Bruna lo domina. Lei aveva fornito l’alibi. Poi crollerà. In quella capanna, poche ore prima c’era stato Simeone. Aveva mangiato lì. Poi se n’erano andati alla capanna. Bruna sapeva, ha coperto finché ha potuto il marito». Claudio ha poi confessato che andarono la sera della domenica camminando di buona lena alla capanna. Il padre voleva quel bambino. Stavolta lui dice no. Danilo sta fuori dalla capanna. Con una mano tappa la bocca a Simeone. «Stava a torso nudo, il bambino. La maglia a righe che aveva addosso secondo la madre, ricompare chissà come tra i panni ad asciugare. Da dove arriva?», dice il cronista che fiuta l’imbroglio. Di certo le due famiglie, la Nardacci e la F., hanno detto di conoscersi solo di vista. Ora l’arresto di Franco Nardacci ridà fiato al legale di Vincenzo F. che prospetta l’idea di un capro espiatorio, il povero pescatore.