Renato Farina, Il Giornale, 08/10/1998, 8 ottobre 1998
A Ostia Antica tutti conoscono Franco Nardacci. un posto bello e sereno. Lui qui raggranellava qualcosa lavorando come giardiniere
A Ostia Antica tutti conoscono Franco Nardacci. un posto bello e sereno. Lui qui raggranellava qualcosa lavorando come giardiniere. Prima di andarsene alla Federimmobiliare stava in una roulotte e poi aveva tirato su una capanna nel vecchio lavatoio. Appena chiedo di lui, ecco un assembramento. Lo difendono tutti: «Lo chiamavamo Franco er matto. Ma era solo poco intelligente. Non ha mai fatto male a una mosca. Era un lavoratore meraviglioso. La moglie l’ha messo in mezzo». Salta fuori una storia di tre o quattro milioni, una fortuna per Nardacci, che la moglie vorrebbe intascare, mentre lui voleva impegnare per la tomba. Solo uno dice: «Ancora credete che era buono? Dopo quello che ha fatto?», e fa un passo indietro, scontento. Gli altri insistono. Non credono a nessuna denunzia. Al telefono parla Graziella, la zia paterna di Simeone: «Lasciate stare in pace Simeone. Franco è innocente, ma ormai chi lo tira fuori di galera? Ha pulito la cella come uno specchio. un disgraziato».