Renato Farina, Il Giornale, 08/10/1998, 8 ottobre 1998
La tomba di Simeone è verdissima, sull’innaffiatoio c’è scritto Simeone Nardacci: e nessuno lo tocca
La tomba di Simeone è verdissima, sull’innaffiatoio c’è scritto Simeone Nardacci: e nessuno lo tocca. Ci sono distese sull’erbetta le statuine di Pippo e della Strega da cartone animato. Ci sono occhialini da piccolo subacqueo. Il contrario della capanna degli orchi assassini. Un biglietto dice: «Ti vogliamo bene». Sì, anche noi adesso, troppo tardi. E però forse bisogna ricordarlo come Zorro. L’ultimo istante della sua vita è stato dire di no al male, agli uomini cattivi. A un bambino possono insegnare di tutto, impedire di vedere i confini del bene e del male. Tutto sembra appiattito, inerte, ogni gioco uguale all’altro. Poi quella luce nel buio. No, e ancora no. Lo schiacciano, usano la cinghia, il bastone. Lo stritolano con le assi. Eppure no. A 8 anni! Era la forza di Zorro.