Mauro Covacich, Panorama, 22/10/1998, 22 ottobre 1998
Quanto è spesso l’igloo della tua Normalità? Quanto sono grosse le sue pareti? Le hai tirate su bene, eh? Mattone dopo mattone, anno dopo anno, la tua Normalità è diventata una bella casetta di ghiaccio
Quanto è spesso l’igloo della tua Normalità? Quanto sono grosse le sue pareti? Le hai tirate su bene, eh? Mattone dopo mattone, anno dopo anno, la tua Normalità è diventata una bella casetta di ghiaccio. E tu credi che non possa succederti niente, lì dentro, giusto? Di essere perfettamente al riparo dall’Ignoto, dallo Straordinario, dall’Estraneo che rombano tutti insieme attorno a te, giusto? Be’, anche Sara lo credeva. Faceva la vigilessa a Buccinasco, vicino a Milano, ogni giorno pattugliava le vie larghissime e vuote di quella cittadina, faceva no con l’indice al panettiere che sostava in zona pedonale, regolava l’assenza di traffico alle immense coppe rotatorie. Se qualche camionista si fermava, magari con la scusa di chiedere informazioni, lei rispondeva lo stretto indispensabile e fingeva di sorridere. Il modo migliore per mostrarsi educati e tenere gli altri a distanza. Per farli restare fuori dall’igloo.