Mauro Covacich, Panorama, 22/10/1998, 22 ottobre 1998
Insomma, Sara fa arrestare Pierluigi e continua a trascinare gli stivali nella sua tranquilla Normalità: dentro e fuori il municipio in cotto rosa di Buccinasco, dentro e fuori la sua villetta, vicino e lontano dal suo bambino
Insomma, Sara fa arrestare Pierluigi e continua a trascinare gli stivali nella sua tranquilla Normalità: dentro e fuori il municipio in cotto rosa di Buccinasco, dentro e fuori la sua villetta, vicino e lontano dal suo bambino. Almeno per un po’. Finché Pierluigi non le tira un cubetto di porfido. Proprio così, Pierluigi è evaso di nuovo, sta seduto sulla ringhiera della chiesa poco distante dal municipio, vede passare la vigilessa che lo ha arrestato e le scaglia addosso un pezzo di pavé. Sfida? Bravata? Autentica rabbia? Dichiarazione d’amore? Chi lo sa. L’igloo, però, va giù tutto insieme. Il ghiaccio si polverizza. Sara potrebbe arrestarlo, ha mille modi per fargliela pagare. Sceglie invece la strada della comprensione. sensibile alle questioni sociali, studia giurisprudenza, scrive poesie, il cubetto di porfido ormai è entrato e ha buttato giù tutto. I due cominciano a frequentarsi, all’inizio alla luce del giorno, con l’approvazione di genitori e superiori che vedono già tutto il film dell’integrazione, del reinserimento, poi sempre meno socialmente corretti.