Mauro Covacich, Panorama, 22/10/1998, 22 ottobre 1998
Sara e Pierluigi scappano. Maggio ’97: è la prima fuga. Non sarà l’ultima. Riescono a farla in barba ai doganieri, nonostante lui sia sprovvisto di carta d’identità e segnalato come evaso, e vanno in giro per mezz’Europa
Sara e Pierluigi scappano. Maggio ’97: è la prima fuga. Non sarà l’ultima. Riescono a farla in barba ai doganieri, nonostante lui sia sprovvisto di carta d’identità e segnalato come evaso, e vanno in giro per mezz’Europa. Viaggiano per la Svizzera, la Francia, la Spagna, di più non si sa. Ma forse non sarebbe poi così utile: i viaggi sono sempre belli, le cose sono diverse, le parole sono strane, le persone sembrano meno qualunque di quelle che vedi a casa. Poi il blocchetto degli assegni finisce, qualcuno ti blocca la carta di credito, e a quel punto o sei veramente un «natural born killer» o devi ritornare da dove sei venuto. Lui ha uno zio a Palinuro che sta per sposarsi. Si autoinvita, presenta la fidanzata e, quando gli ospiti sono distratti, si porta in macchina i regali di nozze. Sara ormai ha perso anche gli ultimi scrupoli. già da quattro mesi che impara ad arrangiarsi. In luglio ha spedito le dimissioni ai vigili di Buccinasco. La Legge va violata: una volta scorta la faglia, basta provare a percorrerla. Il maestro eversore, il maestro effrattore ti darà una mano. Meglio se avrà solo vent’anni, così potrai pensare che la tua missione di assistente sociale non è ancora finita. Anzi, è cominciata solo adesso: che missione è quella che non si avventura nel male che intende combattere?