Mauro Covacich, Panorama, 22/10/1998, 22 ottobre 1998
E Sara la sua missione la prende veramente sul serio. Perché quando, in settembre, i due si costituiscono e lui torna ancora una volta agli arresti domiciliari, lei non va dal marito, non molla Pierluigi, non prova a rimettersi gli stivali da vigilessa
E Sara la sua missione la prende veramente sul serio. Perché quando, in settembre, i due si costituiscono e lui torna ancora una volta agli arresti domiciliari, lei non va dal marito, non molla Pierluigi, non prova a rimettersi gli stivali da vigilessa. Enrico è disposto a riaccoglierla, lancia appelli, rilascia interviste. C’è pure la creatura!, dirai tu. E il sentimento materno dov’è finito? Ma l’igloo non lo ritiri su in due e due quattro. La Normalità non la ricostruisci come un Lego, non è un gioco. E se la tua missione l’hai presa veramente sul serio, a questo punto puoi soltanto metterti a fare la cameriera in un locale del centro. Come farà Sara, con orgoglio, carattere, amore, nei lunghi mesi in cui andrà a trovare il fidanzato prima a casa, poi nella comunità terapeutica di Sondrio, dove finalmente Pierluigi viene trasferito.