Natalia Aspesi, La Repubblica, 20/10/1998, 20 ottobre 1998
Gli uomini non sono più spietati, ma neppure meravigliosi. Infatti il seduttore è una casta oggi purtroppo quasi del tutto scomparsa, perfino nei film non se ne trova più uno, in televisione poi sono del tutto banditi, perché non necessari a pubblicizzare automobili e pizze surgelate
Gli uomini non sono più spietati, ma neppure meravigliosi. Infatti il seduttore è una casta oggi purtroppo quasi del tutto scomparsa, perfino nei film non se ne trova più uno, in televisione poi sono del tutto banditi, perché non necessari a pubblicizzare automobili e pizze surgelate. Ma anche gli uomini si ritrovano abbandonati, senza neppure essere stati sedotti. Le donne fanno l’amore e mettono su famiglia, ma hanno perso i sentieri caldi e misteriosi della seduzione: quasi nessuna ha più tempo di tramare in silenzio come Jean Simmons di Seduzione mortale, di incantare con gli sguardi come Alida Valli di Il caso Paradine, di irretire gli uomini come Rita Hayworth di Gilda, di perderli come Barbara Stanwick in La fiamma del peccato. Tutti film che la televisione dà in piena notte quando le signore dormono il meritato sonno delle lavoratrici, e non possono imparare nessun trucco. Deve essere per questo che l’amore non è più così appassionante e avendo sia gli uomini che le donne dimenticato l’arte raffinata della seduzione, il rimedio è far finta di niente e, senza farne una tragedia, sottrarsi elegantemente ai suoi stordenti turbamenti, che possono benissimo essere sostituiti dai brividi dell’enalotto, dallo sperdimento della partita di calcio, dall’eccitazione di Internet, dalla buona sonnolenza del sesso familiare.