Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  novembre 04 Mercoledì calendario

Rocco Siffredi, detto anche Venticinque centimetri. Il più famoso stallone italiano del porno, ormai star di fama europea del circuito cinematografico a luci rosse

Rocco Siffredi, detto anche Venticinque centimetri. Il più famoso stallone italiano del porno, ormai star di fama europea del circuito cinematografico a luci rosse. Ricco, famoso e felice, da qualche tempo si è trasferito a Budapest. Con Rosa, la bellissima moglie ungherese, e Lorenzo il figliolo di due anni: «Che per fortuna, anche se in miniatura, ce l’ha come il mio ...», dice Rocco al telefono. Allora. Siffredi. La notizia è questa: al Policlinico di Roma sono pronti al trapianto del pene, espiantandolo da un cadavere. Che effetto fa a uno come lei? «Brutto, perché ho rischiato anch’io il trapianto, quando mi operai per una circoncisione...». Be’, racconti tutto dal principio: Rocco Siffredi che ha rischiato di perdere la fonte della sua miniera d’oro è una bella storia: «Bella per lei che fa il giornalista... Ecco come andò, un medico imbecille mi assicurò che sarebbe stata una sciocchezza, okei facciamola, gli dissi. Dopo l’operazione, durante la notte, a causa di una erezione mi si apre la ferita, saltano i punti, una trentina ... un sacco di complicazioni, un guaio grosso. Allora andai all’American hospital, dal professor Potenza che è un bravo chirurgo plastico. Bisogna operare di nuovo, per fortuna non t’hanno tirato al massimo la pelle, si può rifare tutto... mi disse. E così mi operai per la seconda volta».