Aldo De Luca, Il Messaggero, 04/11/1998, 4 novembre 1998
Rocco Siffredi, detto anche Venticinque centimetri. Il più famoso stallone italiano del porno, ormai star di fama europea del circuito cinematografico a luci rosse
Rocco Siffredi, detto anche Venticinque centimetri. Il più famoso stallone italiano del porno, ormai star di fama europea del circuito cinematografico a luci rosse. Ricco, famoso e felice, da qualche tempo si è trasferito a Budapest. Con Rosa, la bellissima moglie ungherese, e Lorenzo il figliolo di due anni: «Che per fortuna, anche se in miniatura, ce l’ha come il mio ...», dice Rocco al telefono. Allora. Siffredi. La notizia è questa: al Policlinico di Roma sono pronti al trapianto del pene, espiantandolo da un cadavere. Che effetto fa a uno come lei? «Brutto, perché ho rischiato anch’io il trapianto, quando mi operai per una circoncisione...». Be’, racconti tutto dal principio: Rocco Siffredi che ha rischiato di perdere la fonte della sua miniera d’oro è una bella storia: «Bella per lei che fa il giornalista... Ecco come andò, un medico imbecille mi assicurò che sarebbe stata una sciocchezza, okei facciamola, gli dissi. Dopo l’operazione, durante la notte, a causa di una erezione mi si apre la ferita, saltano i punti, una trentina ... un sacco di complicazioni, un guaio grosso. Allora andai all’American hospital, dal professor Potenza che è un bravo chirurgo plastico. Bisogna operare di nuovo, per fortuna non t’hanno tirato al massimo la pelle, si può rifare tutto... mi disse. E così mi operai per la seconda volta».