Aldo De Luca, Il Messaggero, 04/11/1998, 4 novembre 1998
Ma per uno che ha perduto la virilità, è un’occasione miracolosa: «Ne conosco tantissimi di uomini con il problema dell’impotenza, anche attori come me, che si mettono pompette, si fanno siringhe per dilatare i vasi, prendono il Viagra a tremila
Ma per uno che ha perduto la virilità, è un’occasione miracolosa: «Ne conosco tantissimi di uomini con il problema dell’impotenza, anche attori come me, che si mettono pompette, si fanno siringhe per dilatare i vasi, prendono il Viagra a tremila... oggi anche il porno è cambiato, prendono tutti qualcosa! Credo che ci sarà una marea di maschi che si metteranno in lista d’attesa. E non si accontenteranno di uno normale, ma lo chiederanno grosso... è la fissa di tutti! Da quando è uscito il Viagra, ho partecipato a tante trasmissioni televisive sull’impotenza, in Francia, in Germania ... ho visto e ascoltato uomini che si sono operati anche cinque volte per allungarselo... lo vogliono di almeno venti, ventidue centimetri, anche quelli che da sette erano arrivati a quindici: no, no ... dicevano al chirurgo, lo voglio più lungo. Quindi secondo me, figurati! Ci sarà la corsa a chiedere di averlo come il mio...». Ma come giudica, sul piano morale, questa opportunità offerta dalla chirurgia? «Il progresso della chirurgia non va fermato, poi però le conseguenze potrebbero rivelarsi catastrofiche. E non lo dico perché sono Rocco Siffredi, eh...». Ma se un amico disperato volesse trapiantarselo, che consiglio gli darebbe? «Anche se il senso di ribrezzo che provo è altissimo, però giustamente, mi permetta la franchezza: i cazzi so’ cazzi... voglio dire. E allora per un uomo che può riacquistare la virilità, alla fine dico sì, conviene farlo il trapianto».