Anacleto Verrecchia, La Stampa-Tuttolibri, 12/11/1998., 12 novembre 1998
Prima della conversione Agostino, vescovo d’Ippona nel 372, ebbe una figlio (Adeodato) da una relazione con una donna che poi non volle sposare perché le sue origini non erano nobili
Prima della conversione Agostino, vescovo d’Ippona nel 372, ebbe una figlio (Adeodato) da una relazione con una donna che poi non volle sposare perché le sue origini non erano nobili. Quando si trasferì in Italia, prima a Roma e poi a Milano, madre e figlio lo seguirono. Nel 385 Agostino ripudiò la donna. La madre di lui, Monica, una fama di intrigante, si diede subito da fare per trovargli una sposa più adeguata. Scelse infine una ragazzina di dieci anni, ricchissima erede della nobiltà milanese. In attesa che la bimba compisse dodici anni (età minima per poter convolare a nozze) Agostino prese in casa una concubina. All’approssimarsi del secondo anno si convertì però a una vita di austera clausura mandando in fumo i progetti della madre.