Natalia Aspesi, D-la Repubblica delle Donne, 27/10/1998, 27 ottobre 1998
Picasso conobbe Dora Maar in un caffè di Parigi nel gennaio del 1936. Lui aveva 55 anni ed era già un pittore di fama
Picasso conobbe Dora Maar in un caffè di Parigi nel gennaio del 1936. Lui aveva 55 anni ed era già un pittore di fama. Lei, bruna, occhi verdi, di ventisei anni più giovane, stimata fotografa del movimento surrealista, era stata l’amante dello sceneggiatore di cinema Louis Chavance e dello scrittore erotico George Bataille. Picasso aveva lasciato la moglie russa, Olga, madre del primogenito Paolo, e l’anno prima aveva avuto una figlia, Maya, dalla bionda amante Marie Thérèse. Adorato dalle donne, le preferiva giovani. Si divertiva a metterle una contro l’altra, le costringeva a cenare insieme, le faceva impazzire di gelosia ritraendole nella stessa posa. «Per me Dora è una donna che piange», aveva detto a Malraux. «Per anni l’ho ritratta in forme torturate, non per sadismo o piacere. Ma perché quella era la realtà profonda di Dora». Nel 1943 la lasciò per Françoise Gilot, pittrice ventunenne (lui aveva ormai 63 anni) che gli diede due figli, Claude e Paloma. Arianna Stassinoupulos nella sua biografia di Picasso: «I suicidi della sua seconda moglie (Jaqueline Roque, che era entrata nella vita di Picasso nel 1954 e si uccise nel 1986), del nipote e di Marie Thérèse, sua amante per molti anni, l’esaurimento nervoso di Dora Maar... Tutto fa parte di una lista di incidenti tra chi si avvicinava troppo al bisogno distruttivo della sua personalità». Dora una volta disse all’amico James Lord: «Tutti pensavano che mi sarei uccisa dopo il suo abbandono. Anche Picasso se lo aspettava, e il motivo principale per non farlo fu di privarlo della soddisfazione. Una delle ultime volte che lo vidi gli dissi: la gente penserà che sono una creatura sventurata, ma sei tu la sventura e io te la lascio».