Giovanni Marino, la Repubblica, 09/12/1998., 9 dicembre 1998
I poliziotti del carcere femminile di Pozzuoli hanno rivelato che la maggior parte delle detenute (in tutto centoventi, di diverse razze e di tutte le età), hanno l’abitudine di fare sesso tra di loro
I poliziotti del carcere femminile di Pozzuoli hanno rivelato che la maggior parte delle detenute (in tutto centoventi, di diverse razze e di tutte le età), hanno l’abitudine di fare sesso tra di loro. Andrea, ispettore: «Ci sono le omossessuali dichiarate, quelle che lo diventano e le normali. Queste ultime sono le più dimesse, le più silenziose. Non chiedono un uomo, ma un figlio o un nipote lontano». Silvia, agente: «Le normali stanno lontane dai mascolilli, donne che io considero uomini a tutti gli effetti. Si comportano come i ragazzi, non c’è traccia di femminilità in loro». Maria, volontaria a Pozzuli da più di 25 anni, racconta che la maggior parte delle detenute, appena riacquista la libertà, torna dal proprio compagno e dimentica di aver fatto l’amore con una donna: «Altre, invece, rinunciano alla famiglia, al marito. E rinnegano vita e scelte prima del carcere. Ad esempio Giulia, mamma di sette figli, all’inizio era infastidita dalle avances delle compagne e protestava di continuo. Poi passò il tempo, e anche le sue certezze. Si mise con una detenuta. Venne il momento di lasciare Pozzuoli, di tornare dalla famiglia. Uscì con il cuore spezzato. Si fece arrestare di nuovo per oltraggio. Lo fece per rientrare in cella, dalla sua compagna».