Ulderico Munzi, Corriere della Sera, 06/12/1998., 6 dicembre 1998
Nel suo libro su Jean Cocteau, Claude Arnaud racconta che lo scrittore si innamorò di Jean Marais ”a prima vista”: «Lo disegnava in tutte le forme e in tutte le posizioni, poi un giorno lo convocò dicendogli con tono funereo: ”Sono pazzo di te”
Nel suo libro su Jean Cocteau, Claude Arnaud racconta che lo scrittore si innamorò di Jean Marais ”a prima vista”: «Lo disegnava in tutte le forme e in tutte le posizioni, poi un giorno lo convocò dicendogli con tono funereo: ”Sono pazzo di te”. Marais, piccolo attore, rabbrividiva all’idea di andare a letto con un uomo che aveva ventiquattro anni più di lui, che era magro come un chiodo, rinsecchito, pieno di pustole, ma per lungo tempo si comportò come se fosse stato preso da una bufera infernale di sentimenti. Si lasciava amare, ne approfittava, ma senza cattiveria. Doveva tutto a Cocteau. Restarono insieme fino al 1945, poi Marais andò ad abitare per conto proprio. Nella rue Montpensier era arrivato ”Doudou” Dermit, il giovane minatore jugoslavo, l’ultimo amante di Cocteau. Il rapporto con Marais era sempre intenso, ogni malattia del poeta lo vedeva accorrere al suo capezzale. Ma la passione di Cocteau era sfumata».