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 1998  dicembre 17 Giovedì calendario

Nel Cinquecento, tra i confessori spagnoli, era molto diffusa la solicitación, cioè la richiesta di un rapporto sessuale in cambio dell’assoluzione

Nel Cinquecento, tra i confessori spagnoli, era molto diffusa la solicitación, cioè la richiesta di un rapporto sessuale in cambio dell’assoluzione. L’arcivescovo di Granada Juan de Valdés nel Dialogo della dottrina cristiana (1529): «Molti confessori insegnano ai loro penitenti più cose sul peccato di quante ne conoscessero prima di confessarsi». Nel 1582, nel convento di Nuestra Señora de los Angeles, frate Sebastán, dovendo assolvere suor Eustacia, suor Inès e suor Jeronima, pretese di fare sesso con tutte e tre dentro al confessionale. Per evitare che la solicitación allontanasse i fedeli dalla chiesa, l’Inquisizione, dal 1561 al 1834, obbligò le vittime degli abusi sessuali, pena la scomunica, a denunciare i confessori entro sei giorni dai fatti. I processi duravano in media duecentoquaranta giorni, per tutto quel periodo il frate restava nelle galere religiose. Pene più frequenti: proibizione perenne della confessione, esilio dalla propria parrocchia per un periodo da sei mesi a dieci anni, arresto in convento, un giorno alla settimana a pane e acqua. Nessuno fu condannato al rogo o cacciato per sempre dalla Chiesa. I più libertini (età media: 45 anni) erano i francescani, seguiti da domenicani, carmelitani e agostiniani. Le vittime, di solito nubili, avevano in media venticinque anni. Nel 1712, a Toledo, padre Francisco si eccitava facendosi raccontare in confessione le prestazioni erotiche di una prostituta di nome Isabel, poi andava in un bordello e la spiava mentre faceva l’amore con i suoi clienti. Frate Pablo puniva la peccatrice Magdalena con il sesso orale, dopo averle imposto il segno della croce sui genitali.