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 1999  febbraio 22 Lunedì calendario

Juanita Broaddrick si rese conto della sua posizione. Tutto ciò che aveva evitato rifiutando di parlare con la stampa in tutti quegli anni, tutto quello che aveva temuto - cioè che non sarebbe stata creduta, che sarebbe passata per una delle tante ragazze che avevano avuto una relazione con Clinton - adesso, secondo lei, stava per accadere

Juanita Broaddrick si rese conto della sua posizione. Tutto ciò che aveva evitato rifiutando di parlare con la stampa in tutti quegli anni, tutto quello che aveva temuto - cioè che non sarebbe stata creduta, che sarebbe passata per una delle tante ragazze che avevano avuto una relazione con Clinton - adesso, secondo lei, stava per accadere. Appena fu evidente che c’erano dei problemi nella messa in onda dell’intervista, Lisa Myers le disse: «La buona notizia è che sei credibile. La cattiva notizia è che sei troppo credibile». La Broaddrick ripetè quella frase più e più volte, come se cercasse di comprenderne il significato - ma il significato naturalmente le era del tutto chiaro, come era chiaro a chiunque ascoltasse quella frase: incontrare quella donna, ascoltare i dettagli della sua storia e le dichiarazioni della sua vigorosa testimonianza, equivaleva a comprendere che quel fatto era accaduto davvero. In due parole: «Troppo credibile». Non è difficile comprendere cosa avesse fermato la Nbc. C’erano, prima di tutto, i dettagli. Poi la stessa protagonista - una signora con molte qualità, benestante, seria, di successo. Una donna che non era in cerca di soldi, di libri, di azioni legali. Una donna del tipo che piace alla gente. Incontrare Juanita Broaddrick nella sua casa in Van Buren significava incontrare una donna con un carattere solare che l’ansia non era riuscita a piegare - una donna del tutto consapevole della generosità della vita. Chiacchierava seduta nella sua casa tranquilla, in cima a una collina affacciata sui quaranta acri di terra della famiglia, dove vagabondavano trenta mucche, cinque cavalli e un asino. Un cane vivacissimo di nome Wally e un suo compagno con tre zampe, Pearl, correvano tra di loro. Era davvero una bella vita.