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 1999  febbraio 22 Lunedì calendario

I problemi cominciarono nel 1992, quando la storia che Juanita Broaddrick aveva fin lì diviso con pochi amici raggiunse il grosso pubblico, per via di un affare legato al nome di Philip Yoakum

I problemi cominciarono nel 1992, quando la storia che Juanita Broaddrick aveva fin lì diviso con pochi amici raggiunse il grosso pubblico, per via di un affare legato al nome di Philip Yoakum. Strenuo oppositore di Clinton, costui la incitò a raccontare tutto durante la campagna elettorale, ma lei non volle. Quando cominciò il processo Paula Jones, gli avvocati della parte civile cercarono di avvicinarla, ma Mrs. Broaddrick era determinata a non farsi coinvolgere. Per questo firmò la falsa deposizione. Fu a questa faccenda che i portavoce della Casa Bianca e altre persone si appigliarono per liquidare il suo racconto. Il suo avvocato, il senatore repubblicano Bill Walters, preparò la deposizione - per il modello si era rivolto all’avvocato della Casa Bianca Bruce Linsey, che era stato felice di fargli una cortesia. I suoi avvocati, racconta la Broaddrick, non sapevano che le avances sessuali in questione erano state tutt’altro che gradite. Il suo unico scopo era restare fuori da quella storia. Quando cominciarono le visite degli investigatori di Kenneth Starr, racconta il figlio Kevin, 28 anni, avvocato, fu un’altra faccenda. «Dissi a mia madre, e lei capì, che adesso la situazione era diversa. Lei sapeva che mentire in un processo civile per tenersi fuori dalla vicenda non era la stessa cosa che mentire a una corte federale e, eventualmente, a un gran giurì».