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 1999  marzo 18 Giovedì calendario

Secondo Gennifer Flowers, la donna che nel ’90 lasciò Bill Clinton dopo una relazione durata dodici anni, l’unica colpevole degli scandali sessuali che hanno coinvolto il presidente americano è la moglie Hillary: «Ha sempre chiuso un occhio sui loro tradimenti

Secondo Gennifer Flowers, la donna che nel ’90 lasciò Bill Clinton dopo una relazione durata dodici anni, l’unica colpevole degli scandali sessuali che hanno coinvolto il presidente americano è la moglie Hillary: «Ha sempre chiuso un occhio sui loro tradimenti. Perché? Solo per l’assoluto bisogno di potere. Hillary non è la grande vittima, come viene spesso rappresentata. Anzi, è il carnefice per eccellenza». La Flowers è anche convinta che i sentimenti di Clinton per Monica Lewinsky furono perlopiù di natura paterna: «Ma poiché lei accarezzava il suo ego, per non dire il suo pene, lui scelse di ignorare il fatto che Monica era insicura e bisognosa». A proposito di Clinton: «Sesso e potere! Sembra che Bill voglia di entrambi quanto più possibile. L’uomo più potente del mondo ha ripetutamente dimostrato una tendenza autodistruttiva, quando si tratta di trattenere il proprio pene nei pantaloni [...] Non ha mai smesso il gusto di vivere sul rasoio e di fare sesso nei posti più strani e pericolosi. Una volta tentò di avere un rapporto con me nella sua residenza di governatore dell’Arkansas mentre Hillary e centinaia di altre persone erano fuori sul prato [...] Bill e io avevamo rapporti completi. E per ore alla volta. Soddisfaceva i miei desideri in modo molto creativo. Non abbiamo mai usato un sigaro come aggeggio sostitutivo [...] Non credo che Bill e Monica abbiano mai dato nomi alle loro parti del corpo come abbiamo fatto noi. Lui mi chiamava al telefono per chiedermi, ad esempio, come andavano ”le ragazze” e io rispondevo chiedendogli come andavano ”i ragazzi” [...] Lui è un uomo estremamente affascinante e sensuale, pur avendo un pene piccolo. Amava ripetere che aveva un piccolo pene con un grande cuore e col suo piccolo strumento era molto felice di suonare nella banda» (Gennifer Flowers).