Gianni Marsili, L’Unit, 30/10/1998, 30 ottobre 1998
La putain de la République " oggi una bella signora cinquantenne il cui volto domina la copertina del popolarissimo ”Paris Match ”
La putain de la République " oggi una bella signora cinquantenne il cui volto domina la copertina del popolarissimo ”Paris Match ”. lei stessa che si è affibbiata lo scomodo appellativo. Ne ha fatto il titolo di un libro autobiografico che uscirà la settimana prossima. Sarà senz ’altro un best-seller. L’affascinante Christine Deviers-Joncour, infatti, è stata ed è tutt ’ora al centro di uno degli intrighi di potere più pazzeschi degli ultimi decenni. Era l ’amante di Roland Dumas, quando l’attuale presidente della Corte Costituzionale era ministro degli Esteri di Francois Mitterrand. Ma nel contempo era anche stipendiata dal gruppo Elf per fare lavoro di lobby presso l’allora amante-ministro. Stipendiata in nero, naturalmente. Qualcosa come 66 milioni di franchi (una ventina di miliardi di lire) solo per i suoi buoni uffici. Certo, interveniva sul ministro in occasioni importanti: megacontratti con gli Emirati, forniture colossali, fino alla vendita di fregate militari a Taiwan in barba alle promesse fatte a Pechino. Roland Dumas non nega di avere amato la bella Christine. Nega però di aver mischiato privato e politico. Di quei 66 milioni di franchi, per esempio, giura di non aver visto neanche il colore. Anche se proprio in quel periodo - tra l ’89 e il ’93 -qualcuno depositava per lui in una banca parigina valige intere stracolme di liquidi. Bizzarro, per un ministro in carica. Non si può neanche dire che Dumas fosse in preda alla classica sbandata senile. Noto seduttore, uomo di mondo, resistente, avvocato di Picasso e Giacometti, intimo di Mitterrand, Dumas non è certo tipo da perdere la trebisonda per un bel paio di gambe.