Maurizio Bettini, La Repubblica 26/03/1999., 26 marzo 1999
Nel libro di Eva Cantarella "Pompei. I volti dell’amore", le immagini dei dipinti erotici conservati nel ”Gabinetto pornografico”, una sala del Museo Ercolanense di Portici chiusa al pubblico
Nel libro di Eva Cantarella "Pompei. I volti dell’amore", le immagini dei dipinti erotici conservati nel ”Gabinetto pornografico”, una sala del Museo Ercolanense di Portici chiusa al pubblico. Le immagini mostrano amori a tre, donne che fanno sesso con altre donne (soggetto molto raro nell ’arte antica), signore che praticano sesso orale a distinti signori e perfino il contrario, con lui chino sul sesso di lei (soggetto quest’ultimo ancor più raro: i romani giudicavano il cunilingus assai degradante). andato perso il quadro del Parrasio, ricevuto in eredità dall’imperatore Tiberio, che ritrae Atalanta nel momento in cui ore morigeratur al suo Meleagro (espressione usata da Svetonio per indicare il sesso orale). Il donatore, un ricco romano, si era preoccupato di aggiungere al suo testamento un codicillo: qualora l ’imperatore fosse rimasto offeso dall ’oscenità del dipinto, poteva prendersi in cambio un milione di sesterzi (la prestazione di una prostituta costava all’incirca un sesterzio). Tiberio prese senz ’altro il quadro e se lo appese in camera da letto.