Stefano Montefiori, Corriere della Sera, 26/01/2000, 26 gennaio 2000
La tragedia dei due amici diventati carnefice e vittima comincia molto tempo fa, con la rovina delle loro famiglie
La tragedia dei due amici diventati carnefice e vittima comincia molto tempo fa, con la rovina delle loro famiglie. Simone vive con i genitori separati in un appartamento al pianterreno di via Tasso, alla periferia di Bologna, odia la madre e i suoi numerosi amanti. Domenico abita in una comunità alloggio: il padre è in carcere in Calabria, la madre convive con un altro uomo; è incinta e da anni non riesce più a occuparsi del ragazzino. Prima dell’esplosione di violenza è Domenico a dominare. lui a chiamare Simone «ciccione» davanti al resto della compagnia, ad estorcergli denaro, a minacciarlo: «Se non mi dài i soldi, faccio violentare la tua ragazza dai miei amici nomadi».