Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  gennaio 25 Martedì calendario

Rossella Pennella è nata a Sipicciano, un paese del viterbese da dove, prima del matrimonio, si era mossa solo per frequentare le magistrali a Viterbo

Rossella Pennella è nata a Sipicciano, un paese del viterbese da dove, prima del matrimonio, si era mossa solo per frequentare le magistrali a Viterbo. Orfana di padre, ha una madre anziana che è quasi morta di vergogna a vedere sua figlia spubblicata sui giornali e al tiggì. «Ho il carattere di mio padre, sono una bonacciona credulona e ingenua». Fu solo per bontà, ammette Rossella, che un paio di volte finì a letto con il primario. «Mi faceva pena. Raccontava che all’ospedale ce l’avevano tutti con lui, che gli facevano dispetti e soprusi. Così... mi sembrava quasi di doverlo proteggere. Poi mi dispiaceva che si fosse preso per me una cotta non corrisposta». Il professore, ovviamente, ha sempre negato. E anche prima che scoppiasse lo scandalo che lo ha costretto a dimettersi, non mancava di prendere precauzioni. La signora Pennella conserva una sfilza di bigliettini d’amore. «Me li faceva trovare dovunque». Quello che preferisce, e che la intenerisce di più, recita in inchiostro marrone: «Sto pensando che è stato un bel ”buongiorno”. Ti adoro. Grazie di esserci. Io». Non c’è che dire. Il professor Montenero era più cauto come spasimante che come primario. Dopo averla insignita del titolo platonico di dottoressa e averla innalzata al rango di ”collega” nei corridoi del nosocomio ternano, si fermò lì. Almeno nell’approfondimento del curriculum. Per il resto, racconta Rossella, giurava eterno amore. «Diceva di voler mettere su una storia con me. Invece, ’sto st... aveva anche un’altra fidanzata». Per una strana alchimia del destino, a questo punto la storia di Rossella sfiora quella di Stefania Ariosto. La ”fidanzata” del primario, secondo Pennella, infatti, altri non sarebbe che colei che provocò la rottura del rapporto fra l’ex capogruppo di Forza Italia e l’ex testimone ”Omega”. «Con lei faceva i viaggi in America e a me mi lasciava a studio a riordinare gli appunti», ricorda sdegnata la signora Pennella. «Ed è a causa di ”quella” che ho abbandonato l’ospedale di Terni. Era il 23 luglio, il mio compleanno. Abbiamo litigato a morte. Ho sbattuto la porta e me ne sono andata». [...]