Antonio Polito, La Repubblica, 29/01/2000, 29 gennaio 2000
Londra. Questa è una storia di sesso, passione, tradimento, adulterio, tormento e gelosia. Ma è anche una storia di altari
Londra. Questa è una storia di sesso, passione, tradimento, adulterio, tormento e gelosia. Ma è anche una storia di altari. Come quello della St. Augustine Catholic Church di Tunbridge Wells (non la cercate, c’è un supermercato al suo posto, ora), davanti al quale lo scrittore Graham Greene e la sua splendida amante, Catherine Walston, si scambiarono segretamente un giuramento matrimoniale e un anello d’oro, in un fai-da-te sacramentale che mise tra parentesi il di lei marito, la di lui moglie, i sei figli di lei, e i due di lui, e santificò il peccato, lo elevò a strumento di fede e a musa ispiratrice d’arte. Fu lì che un colto e alto-borghese ”ménage à trois”, si trasformò in un triangolo mistico, lui lei e Dio. [...] Come in un giallo, ci voleva un detective letterario per risalire alla fonte di una delle più sconcertanti storie d’amore del secolo. L’ha trovata William Cash, un giovane fan di Greene, scavando nel tesoro custodito alla Georgetown University: 1200 lettere, diari, poemi mai pubblicati perché troppo personali, note d’amore scritte di furia sul retro del menu di una pizza a Capri, su un modulo di passaporto o un biglietto. [...]