Antonio Polito, La Repubblica, 29/01/2000, 29 gennaio 2000
Fu lei, Catherine, moglie americana trentenne di uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, animatrice del salotto più trasgressivo e di sinistra del dopoguerra, a scrivere a Greene, il già acclamato autore del Potere e la gloria nel 1946, per chiedergli di essere suo padrino di battesimo e conversione
Fu lei, Catherine, moglie americana trentenne di uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, animatrice del salotto più trasgressivo e di sinistra del dopoguerra, a scrivere a Greene, il già acclamato autore del Potere e la gloria nel 1946, per chiedergli di essere suo padrino di battesimo e conversione. La fede cattolica di lui era ben nota, nel raffinato ambiente intellettuale di Evelyn Waugh e Noel Coward, Harold Acton e Margot Fonteyn. Graham, cortesemente, declinò, e mandò in sua vece la moglie Vivien, destinata di lì a poco ad essere brutalmente buttata via, per far posto alla nuova e divampante fiamma. Perché Catherine era davvero fuoco. Fuoco sacro, con una predilezione per bruciare la santità. Sedusse e amò preti, un potente gesuita, un comandante-poeta dell’Ira, l’Esercito di Dio dell’Irlanda. E lo scrittore cattolico per eccellenza, ovviamente. Dopo il battesimo, lui volle conoscerla, e intrecciò al primo sguardo una vicenda di passione e tormento che durò dal ’46 fino al ’57 con la comunione della carne, e fino alla morte di lei, nel 1978, con la comunione dello spirito. Passando per visite eccitanti a bordelli - lei truccata da uomo - a club lesbici e cinema porno parigini, e fumate d’oppio nel rifugio caprese, la villa ”Rosaio”, dove l’amante era nota come la ”signora Greene”. Catherine, soffice pelle e fascino castano, tacchi di Dior e vestiti di seta, non lasciò mai il marito, Harry, futuro Lord Walston, laburista per quattro volte bocciato alle elezioni; né la grande casa di campagna di Newton Hall, né i sei figli, né le Mercedes, le Jaguar e la Rolls Royce gialla con l’interno di pelle rossa, né le sue prerogative di sacerdotessa della trasgressione colta che officiava attorniata da schiere di intellettuali e di servitori. Greene lasciò invece la moglie Vivien, la più grande esperta al mondo di case di bambole, con la freddezza e la malvagità che solo la fede nella santità dell’adulterio può dare. Fu ovviamente davanti a un altare che Vivien si piegò, lasciando cadere la fede nuziale nel cestino delle offerte, durante una messa per celebrare lo sposalizio della futura regina Elisabetta, e firmando così il suo silenzioso divorzio.