Luigi Offeddu, Sette, 17/02/2000, 17 febbraio 2000
Aprile ’97, il Dottore va in casa di Jean Lilley, 58 anni, sana e vigorosa, da tre giorni alle prese con un lieve raffreddore
Aprile ’97, il Dottore va in casa di Jean Lilley, 58 anni, sana e vigorosa, da tre giorni alle prese con un lieve raffreddore. Lei non ha chiamato il medico, ma lui arriva lo stesso in visita di cortesia. Fa distendere la paziente sul sofà: iniezione, morte, il viso sorridente, gli abiti in perfetto ordine. Shipman resta a guardare la donna per 50 minuti, «perché – dirà il sovrintendente di polizia Bernard Postles – sembra godere moltissimo nell’osservare il passaggio dalla vita alla morte». Poi Shipman chiama il numero di un telefono cellulare: risponde il signor Lilley, il Dottore gli dice: «Sua moglie ha avuto un ictus», e quando quello scoppia in lacrime: «Inutile piangere, ormai è morta». Spiega un altro degli investigatori: «Il suo secondo grande piacere stava nel dare la notizia ai parenti, nel farli soffrire».