Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  febbraio 10 Giovedì calendario

A 19 anni il ballerino russo Vaslav Nijinsky, per entrare nella compagnia ”Ballets Russes”, diventò l’amante dell’impresario Sergej Djagilev: «Djagilev mi invitò all’hotel Evropejskaja, dove viveva

A 19 anni il ballerino russo Vaslav Nijinsky, per entrare nella compagnia ”Ballets Russes”, diventò l’amante dell’impresario Sergej Djagilev: «Djagilev mi invitò all’hotel Evropejskaja, dove viveva. Lo odiavo per la sua voce troppo sicura, ma andai in cerca di fortuna. La trovai, perché ci feci subito l’amore. Tremavo come una foglia. Lo odiavo, ma fingevo, perché sapevo che altrimenti io e mia madre saremmo morti di fame». Nei suoi Diari lo descrive come un diavolo ridicolo, che si tingeva i capelli per non sembrare vecchio e sporcava le federe dei cuscini: «I due denti davanti sono finti, l’ho notato perché quando si innervosisce li sfiora con la lingua. I denti si muovono e io li vedo». Per distrarsi dal disgusto di quella relazione, andava in giro per Parigi sempre in cerca di prostitute. Dopo cinque anni trovò il coraggio di lasciarlo per sposare l’ungherese Romola de Pulszky, ballerina della compagnia. Djagilev lo licenziò immediatamente, sostituendolo con Léonide Massine.