Manuela Grassi, Panorama, 10/02/2000., 10 febbraio 2000
A 19 anni il ballerino russo Vaslav Nijinsky, per entrare nella compagnia ”Ballets Russes”, diventò l’amante dell’impresario Sergej Djagilev: «Djagilev mi invitò all’hotel Evropejskaja, dove viveva
A 19 anni il ballerino russo Vaslav Nijinsky, per entrare nella compagnia ”Ballets Russes”, diventò l’amante dell’impresario Sergej Djagilev: «Djagilev mi invitò all’hotel Evropejskaja, dove viveva. Lo odiavo per la sua voce troppo sicura, ma andai in cerca di fortuna. La trovai, perché ci feci subito l’amore. Tremavo come una foglia. Lo odiavo, ma fingevo, perché sapevo che altrimenti io e mia madre saremmo morti di fame». Nei suoi Diari lo descrive come un diavolo ridicolo, che si tingeva i capelli per non sembrare vecchio e sporcava le federe dei cuscini: «I due denti davanti sono finti, l’ho notato perché quando si innervosisce li sfiora con la lingua. I denti si muovono e io li vedo». Per distrarsi dal disgusto di quella relazione, andava in giro per Parigi sempre in cerca di prostitute. Dopo cinque anni trovò il coraggio di lasciarlo per sposare l’ungherese Romola de Pulszky, ballerina della compagnia. Djagilev lo licenziò immediatamente, sostituendolo con Léonide Massine.