Stefano Trincia, Il Messaggero, 26/02/2000, 26 febbraio 2000
Il governatore di ferro - sotto il cui regno sono state eseguite 120 condanne a morte - non ha voluto sentire ragioni
Il governatore di ferro - sotto il cui regno sono state eseguite 120 condanne a morte - non ha voluto sentire ragioni. Anche perché a caldeggiare l’esecuzione della Beets c’erano anche suoi familiari stretti. Come il figlio avuto con la vittima, il pompiere del laghetto, che ha esultato dopo la fine della vedova nera: «Finalmente giustizia è fatta - ha dichiarato - ha ucciso con freddezza e calcolo, sapendo benissimo cosa faceva, e così ha eliminato mio padre, negandogli il diritto alla vita». Secondo i suoi giustizieri la Beets ha agito per crudeltà e soprattutto avidità. Il marito aveva contratto una polizza sulla vita da centomila dollari, più o meno duecento milioni, per appropriarsene era necessario farlo fuori. Nel mistero, destinato a permanere, sulla sua doppia vita, spietata ”vedova nera” o povera vittima di maltrattamenti e violenze, la certezza di una fine orribile. «Non voleva rimanere da sola nella camera della morte - ha raccontato con le lacrime agli occhi la figlia -, ha scritto le ultime lettere, ha letto la Bibbia ed ha pregato col cappellano del carcere, non ha toccato cibo». Poi alle sei del pomeriggio di Huntsville, l’ago nella vena e dopo dieci minuti di agonia e di lamenti strozzati, l’addio al mondo.