Paolo Mosca, Il Messaggero, 25/02/2000., 25 febbraio 2000
Alda Merini, 71 anni, poetessa, quattro figli, 12 anni di manicomio, confessa di aver amato disperatamente per cinque anni un clochard di nome Titano: «Lui era bello, anche se a prima vista aveva un’espressione truce
Alda Merini, 71 anni, poetessa, quattro figli, 12 anni di manicomio, confessa di aver amato disperatamente per cinque anni un clochard di nome Titano: «Lui era bello, anche se a prima vista aveva un’espressione truce. Era stato perseguitato dalla sfortuna». Di giorno lui vagava sulle panchine, lungo i navigli, al tramonto andava a rifugiarsi a casa di lei. «’Voglio fare l’amore con te”, mi diceva, ”sarà un peccato mortale?”. Lo vede che i clochard sono dei puri di cuore? Non potevo pretendere nulla da lui. Era fedele come un cane. Mi bastava così [...] Ho avuto uomini importanti nella mia vita sentimentale, come Giorgio Manganelli e Ettore Carniti. Ma Titano è stato un ciclone di emozioni: profumava di strada. Quando gli facevo il bagno, la sera, la vasca diventava nera di terra e di smog. E una volta asciugato, il corpo di Titano era quello di un angelo. Candido e libero. Purtroppo libero anche da me [...] Oggi, se potessi, i clochard li prenderei in braccio, uno per uno, e li allatterei con la dolcezza di madre che ho ancora dentro».