Irene De Arcangelis, La Repubblica, 08/03/2000, 8 marzo 2000
Torre del Greco (Napoli). «Lo so. Lo so bene che conoscete la storia, che foste proprio voi a fare le indagini
Torre del Greco (Napoli). «Lo so. Lo so bene che conoscete la storia, che foste proprio voi a fare le indagini. Ma io devo raccontarvela di nuovo, perché anche se lui era libero io non ho mai avuto dubbi: lui mi aveva rovinato, distrutto la mia vita e quella dei miei tre figli. Vi ricordate? Ve lo dissi anche allora, quando denunciai la rapina. Era stato Sorrentino a telefonarmi, a dirmi: ”Vieni, ti aspetto con il campionario”. Dovevo capirlo che era una trappola, che quell’albergo dove mi aveva dato appuntamento era troppo isolato. E invece no, nemmeno un sospetto. Quando lungo la strada mi assalirono per prendermi la valigetta con i gioielli fu come un flash. Capii tutto, ma era troppo tardi. Corsi da lui, ma lui all’appuntamento non ci era mai andato. La mia vita è finita quel giorno, l’8 gennaio ’98. Mica oggi. Oggi è solo un incubo».