Stefano Citati, La Repubblica, 19/03/2000, 19 marzo 2000
Per ”Restaurare i dieci comandamenti di Dio” il signore della setta ha stabilito che bisognasse immolarsi e purificare il corpo con il fuoco
Per ”Restaurare i dieci comandamenti di Dio” il signore della setta ha stabilito che bisognasse immolarsi e purificare il corpo con il fuoco. Alle 11 e 30 di venerdì 17, oltre duecento adepti della setta ugandese hanno avuto fiducia assoluta nel comandamento e sono bruciati vivi nella chiesetta di legno alle pendici dei vulcani. Nel cuore dell’Africa donne e bambini, pigiati all’interno dell’edificio hanno intonato canti e lodato il signore per ore, prima che il gran capo della setta Restoration of the Ten Commandments of God appiccasse il fuoco alle travi per far giungere il loro giorno del giudizio. Il fuoco ha consumato i corpi e compiuto il sacrificio collettivo. Un suicidio di massa che non ha portato altro che cenere sulla giungla, lì dove la foresta degli altipiani nasconde i rari santuari dei gorilla, accerchiati dalla guerra e attraversati da traffici di ogni sorta e da credenze che confondono i dettami cristiani con riti animisti.