Stefano Citati, La Repubblica, 19/03/2000, 19 marzo 2000
L’assoluta osservanza dei dieci comandamenti sarebbe il fondamento su cui si regge il mistico sacrificio della chiesa di Kanungu; il leader della setta (che sarebbe stata fondata nel ’94 dal predicatore Joseph Kibweteere) aveva chiesto ai seguaci di seguire un undicesimo comando - l’autodistruzione - disfacendosi prima di tutti i beni terreni, perché la fine del mondo era giunta
L’assoluta osservanza dei dieci comandamenti sarebbe il fondamento su cui si regge il mistico sacrificio della chiesa di Kanungu; il leader della setta (che sarebbe stata fondata nel ’94 dal predicatore Joseph Kibweteere) aveva chiesto ai seguaci di seguire un undicesimo comando - l’autodistruzione - disfacendosi prima di tutti i beni terreni, perché la fine del mondo era giunta. Aveva convinto i credenti a vendere le proprietà, a bruciare il bestiame, a digiunare per una settimana, e a «prepararsi ad andare in Paradiso». Una prima Apocalisse sarebbe stata rinviata il 31 dicembre 1999, e spostata al Capodanno successivo. Venerdì il guru riunisce il suo gregge nella chiesetta da loro stessi eretta, inizia la messa e fa cantare inni e leggere testi sull’Apocalisse; mentre gli altri sono in mistica attesa lui cosparge le pareti esterne di benzina e accende il fuoco. Nessuno ha cercato di fuggire, il rogo sacro ha infiammato il tempio, avvolgendo gli adepti nella morte. La polizia ha trovato solo cenere e i resti carbonizzati di «almeno 235 persone», tra cui anche quelli di alcuni poliziotti. Nessun superstite tra i redenti della giungla.