Stefano Citati, La Repubblica, 19/03/2000, 19 marzo 2000
Kanungu è un villaggio nella regione di Rukingeri, alle porte del parco Ruwenzori e non lontano dal confine con la Repubblica democratica del Congo e il Ruanda; dista oltre trecento chilometri dalla capitale dell’ex colonia britannica, Kampala, vi vivono piccole comunità contadine, vi giungono solo missionari, bracconieri o guerriglieri delle milizie che combattono nell’ex Zaire
Kanungu è un villaggio nella regione di Rukingeri, alle porte del parco Ruwenzori e non lontano dal confine con la Repubblica democratica del Congo e il Ruanda; dista oltre trecento chilometri dalla capitale dell’ex colonia britannica, Kampala, vi vivono piccole comunità contadine, vi giungono solo missionari, bracconieri o guerriglieri delle milizie che combattono nell’ex Zaire. Una società chiusa agli influssi del mondo, ma quei rari che penetrano nelle regioni più lontane dal potere centrale di Kampala, come Rukingeri, sembrano capaci di generare comportamenti folli, scaturendo dall’amalgama delle dottrine cristiane con le credenze tribali, e a tal punto da divenire una minaccia per il potere del presidente Yoweri Museveni. Nel nord del paese, a contatto con i ribelli cristiano-animisti del Sudan che combattevano contro il regime islamico, si svilupparono alla fine degli Anni ’80 i movimenti tribali-religiosi dello Spirito santo; Museveni, ex ribelle da poco salito al potere, combatté queste espressioni tribali, senza riuscire a sradicarle. Le credenze rinacquero nel nome dei ”Ribelli del Signore”, guidati da una donna (alla quale vengono attribuiti poteri magici) e che regolarmente rapiscono bambini dai villaggi per indottrinarli alla sacra ribellione contro Kampala.