Antonella Stocco, Il Messaggero, 26/03/2000, 26 marzo 2000
Roma. Grazia per Terry Cocciolo, detenuta con fine pena al 2006; per il suo passato di uomo e stupratore ha già pagato con 14 anni di carcere
Roma. Grazia per Terry Cocciolo, detenuta con fine pena al 2006; per il suo passato di uomo e stupratore ha già pagato con 14 anni di carcere. Oltre la giustizia, ha subìto ogni sorta di violenza quando era uomo per la legge e donna per i compagni di cella. Grazia per Terry che è stato operato e adesso è donna per la legge e per le compagne di pena a Rebibbia-femminile, dove lavora come muratore e piastrellista. Dove è approdata dopo aver girato 59 carceri in 27 anni; grazia, la chiede per Terry il deputato di An Alberto Simeone ”padre” della legge sulle misure alternative alla detenzione; perché, spezzato l’anello che lega il reato alla pena, non c’è che il folle meccanismo del carcere. Terry Cocciolo, 52 anni, 27 anni fa si chiamava Vincenzo, viveva di rapine dalle parti di Torino e abitava in una soffitta ingombra di giornali pornografici. Poi ha incontrato Wilma. Wilma raccontò di essere stata legata a una croce appesa al soffitto, picchiata e stuprata con ogni sorta di oggetti mentre lui le parlava senza smettere e lei piangeva. Raccontò di quella scritta sul muro: «Io sequestro le donne che voglio e ne faccio quello che voglio». Cocciolo, il folle e il bruto secondo le cronache dell’epoca, viene preso in una trattoria nel giugno del ’73; ha i capelli tinti e gli occhi truccati; è come un presagio, ma in cella urla tutta la notte «sono tre volte uomo, la mia vendetta non conoscerà fine».