Fulvio Bianchi, la Repubblica, 06/04/2000; la Repubblica, 07/04/2000., 6 aprile 2000
Scandalo nel calcio femminile delle Marche perché le giocatrici giovani e carine sarebbero tormentate dalle proposte oscene delle compagne di squadra più vecchie, delle allenatrici, delle massaggiatrici, persino delle dirigenti
Scandalo nel calcio femminile delle Marche perché le giocatrici giovani e carine sarebbero tormentate dalle proposte oscene delle compagne di squadra più vecchie, delle allenatrici, delle massaggiatrici, persino delle dirigenti. Barbara Di Pietro, 25 anni, capitano della Giulia di Porto d’Ascoli, racconta di minorenni che scappano in lacrime dagli spogliatoi per evitare i palpeggiamenti delle colleghe: «Non voglio più vedere ragazzine che passano dal fidanzato alla fidanzata e fanno le sei del mattino in discoteca a fumare chissà cosa». Franco Feliziani, allenatore della Di Pietro: «Conosco almeno duecento casi del genere. Ci sono in giro una ventina di giocatrici pericolosissime. Nel calcio femminile non esiste un settore giovanile, così le ragazze si trovano in squadra con donne di 35, 40 anni. Niente di male se non ci fossero troppi casi di molestie, pressioni sessuali, agguati o anche peggio. E sempre nei confronti di minorenni. Anni fa ho tentato di salvarne due di ragazzine. Con una ci sono riuscito. L’altra si droga».