Massimo Lugli, La Repubblica, 13/04/2000, 13 aprile 2000
Ma ha ancora senso indagare su un giro, quello dei Centri estetici, che sembra ormai destinato ad allargarsi in tutta Italia? «Lo sfruttamento in favoreggiamento della prostituzione restano un reato e non possiamo certo lasciar correre» replica il colonnello Vittorio Tomasone, comandante del Reparto operativo «ma c’è anche una seconda ragione per cui noi seguitiamo a indagare su queste cosiddette sale massaggi: i guadagni sono enormi e comportano un grosso indotto criminale
Ma ha ancora senso indagare su un giro, quello dei Centri estetici, che sembra ormai destinato ad allargarsi in tutta Italia? «Lo sfruttamento in favoreggiamento della prostituzione restano un reato e non possiamo certo lasciar correre» replica il colonnello Vittorio Tomasone, comandante del Reparto operativo «ma c’è anche una seconda ragione per cui noi seguitiamo a indagare su queste cosiddette sale massaggi: i guadagni sono enormi e comportano un grosso indotto criminale. Un centro estetico incassa dai quattro ai cinque milioni al giorno, quasi tutti al nero: dove vanno a finire tutti questi soldi? Come vengono investiti? E chi ci assicura che dietro le tante attività sparpagliate in tutta Roma non si nasconda una sola organizzazione egemone?». Quanto alla facilità con cui, dopo la chiusura, i ritrovi hardcore tornano ad aprire i battenti, Vittorio Tomasone punta il dito contro le scappatoie ”legali”: prestanome e nuove ragioni sociali. «Il nostro obiettivo? Indagini patrimoniali sempre più approfondite per colpire gli sfruttatori dove fa più male: nel portafogli».