Massimo Lugli, 13/04/2000, 13 aprile 2000
«No, non mi sento affatto una prostituta. Il mio era un lavoro come un altro. Coi clienti del Centro estetico non ho mai avuto rapporti completi
«No, non mi sento affatto una prostituta. Il mio era un lavoro come un altro. Coi clienti del Centro estetico non ho mai avuto rapporti completi. E me l’hanno chiesto, eccome. Una volta un avvocato che veniva spesso mi ha offerto un milione per fare l’amore ma non ho accettato. Non avrei mai potuto tornare a casa e guardare mio marito in faccia. Io non l’ho mai tradito». bella Anita, bella e sicura di sé. Ha 28 anni, un fisico da ballerina, allungato e flessuoso, capelli nerissimi con sfumature blu, grandi occhi liquidi da araba. Sposata da cinque anni, da due aveva trovato quel ”lavoro” particolare che le permetteva di portare a casa, due volte alla settimana, dalle 5 alle 700 mila lire. «Mio marito sapeva che li guadagnavo andando ad accudire una signora anziana, molto ricca, che stava sulla sedia a rotelle» racconta «a volte ho pensato che avesse capito qualcosa ma non ha mai fatto troppe domande. All’inizio gli davo quasi tutti i soldi poi, quando hanno cominciato a diventare tanti, ho aperto un conto a mio nome, un po’ per non insospettirlo e un po’ perché non si sa mai... I matrimoni finiscono e sono sempre le donne a rimetterci. Meglio premunirsi». Il marito, 30 anni, ha un lavoro saltuario che lo costringe a viaggiare spesso. La giovane coppia abita in un paesino sulla Pontina. Niente figli, almeno per ora.