Massimo Lugli, 13/04/2000, 13 aprile 2000
«Ho deciso di cominciare a lavorare per due ragioni: perché mi annoiavo e perché, a fine mese, arrivavamo sempre coi buffi, coi debiti» racconta Anita (un nome che non è né il suo né quello da ”battaglia” con cui si presentava ai clienti)
«Ho deciso di cominciare a lavorare per due ragioni: perché mi annoiavo e perché, a fine mese, arrivavamo sempre coi buffi, coi debiti» racconta Anita (un nome che non è né il suo né quello da ”battaglia” con cui si presentava ai clienti). Ho risposto a moltissime inserzioni ma la maggior parte delle offerte d’impiego era una fregatura. Oppure i datori di lavoro dopo dieci minuti netti, cominciavano ad allungare le mani. Il bello è che al Centro estetico sono stati correttissimi. Mi hanno spiegato come funzionava: dovevo massaggiare i clienti, farli rilassare. Se poi qualcuno voleva di più la decisione spettava a me, potevo starci o no. L’essenziale è che rispettassi il tariffario. E, ovviamente, che dividessi il guadagno: metà a me e metà ai gestori. Ma tanto per intenderci, nessuno m’ha mai detto chiaro e tondo: devi fare questo o quello. Le colleghe sono state molto più esplicite e mi hanno insegnato anche le tecniche per eccitare gli uomini come il body massage fatto col seno».